Domenica, 17 Dicembre 2017

Psicoterapia di Sostegno durante la fase terminale della vita

Durante la fase terminale di vita di un paziente è importantissimo offrirgli per quanto sia possibile sia un sostegno di tipo sociale sia di tipo psicologico. Quello a carattere sociale sono tese a migliorare la qualità di vita del paziente offrendogli dei mezzi di trasporto, aiuto famigliare, aiuto farmacologico, etc.

Quelle a carattere psicologico possono essere:
Trattamento dei disturbi psichiatrici. E’ importante anzitutto fare una buona diagnosi preventiva, riconoscere i principali disturbi cognitivi quali, la depressione e l’ansia, tutto questo per avviare dei trattamenti adeguati.
Sostegno psicoterapeutico. Il compito del sostegno psicoterapeutico è quello di creare una relazione intensa tra terapeuta e paziente allo scopo di aiutarlo a gestire la situazione che sta vivendo risvegliando e rafforzando in lui il senso di esistenza e dei suoi legami affettivi. Tutto questo è possibile con:

  • interventi contingenti (sblocco di una situazione di crisi);
  • psicoterapie individuali;
  • trattamenti di gruppo.
Metodi comportamentali. Tali metodi sono efficaci per stabilire un rapporto di fiducia prima di una presa in carico. Consistono in: training autogeno, ipnosi, condizionamento operante, biofeedback, tecniche diversionali (occupazionali, musicoterapica, contatti sociali).
Aiutare un malato di cancro sul piano psicologico è un’impresa difficile, ci si trova di fronte ad una persona sofferente che sta affrontando una situazione complessa da gestire. Si sente a volte persa, piena di dubbi e incertezze, circondata a volte da famigliari che non riescono a gestire la situazione e che a loro volta, hanno anch’essi bisogno di sostegno.
Il processo psicoterapeutico, dà la possibilità al paziente di poter parlare, di riflettere e di sentirsi umanamente accolto e di riuscire a contenere all’interno di tale processo le sue ansie; il terapeuta dall’altro canto, pur conservando una certa distanza e mantenendo il controllo delle proprie emozioni e angosce controtrasferali, offre tutto questo al paziente. Il terapeuta deve essere un intermediario tra la famiglia e l’équipe curante, colui che è il portavoce dei bisogni del paziente, che offre la sua piena disponibilità e che a differenza di come viene gestita una psicoterapia classica, sarà attivo, disponibile, senza la preoccupazione di oltrepassare il tempo previsto, in stretto contatto con i colleghi per informarli e incoraggiarli nel loro lavoro.
- I problemi che deve affrontare il malato sono molteplici, ma quello più importante nell’ultimo periodo di vita è di essere continuamente rassicurato sul fatto che si farà di tutto per tenere sotto-controllo il suo dolore, che si rimarrà vicini a lui in qualsiasi momento e qualsiasi cosa accada. Questo dà la possibilità al paziente di uscire (se pur in parte) da quell’atmosfera di sfiducia e depressione in cui si trova e di fargli acquisire un po’ di serenità e sicurezza.
Il malato, condividendo con gli altri le sue paure (come ad esempio la paura più grande che è quella di perdere il controllo sulle proprie funzioni fisiche e mentali), riesce meglio ad affrontarle, si sente ancora stimato e considerato.
Sul paziente si interviene a volte con metodi correttivi quando le difese che di solito adotta spontaneamente nell’ambito famigliare e sociale, non riescono più ad assolvere il loro scopo originario, quello cioè di sedare l’angoscia e la depressione. Tali modi di fare del paziente lo isolano da tutti quelli intorno a lui.
Vi sono inoltre meccanismi proiettivi di tipo paranoico che possono essere controllati con la psicoterapia o con gli psicofarmaci. In conclusione il sostegno psicoterapeutico consente al paziente di migliorare la qualità della vita, dando l’impressione che possa guidare il proprio destino.
Il soggetto si sente così un po’ sollevato dalla sua sofferenza, sente che gli altri gli offrono la piena disponibilità, che lo comprendono, lo lasciano parlare, lo ascoltano. Il paziente si sente più amato, apprezzato e riesce meglio ad affrontare ed ad accettare i cambiamenti ed a reagire ad essi per trarre il miglior benessere possibile.