Domenica, 17 Dicembre 2017
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PSICOLOGIA: scienza che studia il comportamento e la mente; per comportamento si intende l’insieme delle azioni osservabili svolte da una persona mentre con il termine mente ci si riferisce all’insieme delle percezioni, delle sensazioni, dei ricordi, dei pensieri, delle motivazioni, delle emozioni e di tutte le esperienze soggettive vissute da un individuo. La psicologia quindi studia i processi psicologici attraverso i quali una persona costruisce le proprie risposte comportamentali e tali processi riguardano per esempio l’intelligenza, la memoria, la percezione, le esperienze interiori come i sentimenti o le aspettative.

ADHD (Deficit di attenzione e iperattività) conosciuto con l’acronimo inglese Adhd (Attention deficit hyperactivity disorder) è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che va ad interferire con il normale sviluppo psicologico del bambino e ostacola lo svolgimento delle quotidiane attività come giocare con i coetanei, seguire le lezioni a scuola, vivere tranquillamente in casa con i genitori. L’Adhd si manifesta con una serie di sintomi come: difficoltà di concentrazione, incapacità di controllare i propri impulsi, difficoltà a regolare il proprio comportamento in funzione dello scorrere del tempo, degli obiettivi e delle richieste dell’ambiente; forte iperattività con difficoltà a stare seduti tranquillamente.

ANSIA: condizione di allarme e di attivazione generale delle risorse fisiche e mentali dell’individuo; entro certi limiti può contribuire positivamente all’efficienza delle prestazioni, mentre se l’ansia risulta eccessiva, sproporzionata alla situazione, costante e immotivata diventa patologica, compromettendo la normale vita quotidiana.

ATTACCO DI PANICO: breve, intenso e improvviso episodio d’ansia contraddistinto da una sensazione angosciosa di pericolo imminente accompagnato da sintomi quali senso di svenimento e di soffocamento, tachicardia, sudorazione, tremori, nausea, dolori toracici.

DEPRESSIONE: alterazione del tono dell’umore verso sentimenti di profonda tristezza con riduzione dell’autostima, diminuzione di interesse e piacere per tutte (o quasi) le attività, mancanza di energie e ridotta capacità di pensare o di concentrarsi; possono presentarsi anche pensieri di morte.

DISTURBO SCHIZOAFFETTIVO: appartiene allo spettro dei disturbi psicoticidisturbo in cui compaiono contemporaneamente sintomi psicotici classici, quelli della fase “attiva” della schizofrenia che sarebbero appunto i deliri, le allucinazioni, l’eloquio disorganizzato, il comportamento disorganizzato o catatonico e i sintomi negativi, cioè appiattimento dell’affettività, mancanza di motivazione, incapacità ad iniziare anche le più semplici attività della vita quotidiana, insieme ad episodi di tipo depressivo o maniacale, cioè episodi in cui l’umore del soggetto appare francamente alterato. Disturbo delirante: è la presenza di uno o più deliri non bizzarri che persistono per almeno un mese. Le allucinazioni visive o uditive, se presenti, non sono rilevanti. A parte le conseguenze dirette dei deliri, il funzionamento psicosociale non è compromesso in modo rilevante, e il comportamento non è né eccessivamente stravagante né bizzarro. Se gli episodi di alterazione dell'umore ricorrono in concomitanza con i deliri, la loro durata totale è relativamente breve in confronto alla durata totale dei periodi deliranti.

PERSONALITÀ: l’insieme di modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di sé stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali (DSM-IV-TR) e che ci rendono differenti gli uni dagli altri nella vita quotidiana.

DISTURBO DI PERSONALITÀ: riferito agli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio soggettivo clinicamente significativa. In genere i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici (accettabili per la persona) e alloplastici (la persona tende a cambiare l'ambiente, non sé stesso).

I DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE comprendono l’uso, l’abuso o dipendenza da sostanze legali come alcol, farmaci ipnotici, sedativi e ansiolitici, oppure caffeina e nicotina. Per quanto riguarda le sostanze illegali vi sono oppioidi, amfetamine, altri stimolanti, cocaina, cannabis, allucinogeni, inalanti, fenciclidina e sostanze analoghe.

SCHIZOFRENIA: è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'affettività, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), con una gravità tale da limitare le normali attività della persona. I sintomi più frequenti sono: allucinazioni uditive, deliri paranoidi e pensieri o discorsi disorganizzati. È accompagnata da un significativo deficit nella vita sociale e professionale. Disturbo psicotico breve: è costituito da uno stato mentale caratterizzato da allucinazioni, deliri, alterazioni dell’eloquio e comportamento incongruo che si risolve entro un mese con una remissione completa.

DISTURBO PSICOTICO CONDIVISO (FOLIE A DEUX): si tratta di un sistema delirante per lo più a sfondo persecutorio condiviso da due o più persone, con possibile presenza di ideazione anticonservativa o omicidi aria. E’ una manifestazione che colpisce per lo più membri dello stesso nucleo familiare.

MANIA (EPISODIO MANIACALE): caratterizzato da vari eccessi comportamentali (ipersessualità, iperfagia, abuso di alcol, guida pericolosa) al quale il paziente non riesce a porre un limite. Vi è un diminuito o assente bisogno di sonno, vi può essere perdita di peso per eccessiva attività.

IPOMANIA (EPISODIO IPOMANIACALE): forma attenuata di stato maniacale.

STATO MISTO (EPISODIO MISTO): si considera stato misto la presenza concomitante dei sintomi necessari per effettuare diagnosi di episodio maniacale e di quelli necessari per diagnosticare un episodio depressivo maggiore, entrambi devono durare almeno una settimana. Vi è una rapida mutevolezza dell’umore agitazione psicomotoria, affaccendamento, fuga di idee, etc, comunque il funzionamento è molto compromesso e spesso può essere necessaria l’ospedalizzazione.

DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE: caratterizzato dalla comparsa nel soggetto di uno o più episodi depressivi maggiori, senza episodi che rimandino alla bipolarità (ipomaniacale o maniacale o misto).

DISTIMIA: definito come un disturbo depressivo cronico attenuato, presente per un lungo periodo di tempo (almeno due anni) con possibili brevi periodi di remissione. Il sintomo depressivo è caratterizzato da pervasività e continuità. Nei bambini e negli adolescenti il disturbo tende a manifestarsi con umore irritabile invece che depresso.

DISTURBO BIPOLARE: disturbo caratterizzato da decorso di tipo episodico caratterizzato da periodi di alterazione patologica dell’umore alternati a periodi di remissione sintomatologica, cioè con umore eutimico. A differenza del disturbo depressivo maggiore, gli episodi di alterazione dell’umore nel disturbo bipolare sono di segno opposto caratterizzato da una alternanza casuale e non prevedibile di episodi depressivi con episodi maniacali o misti.

FOBIA SPECIFICA: detta anche fobia semplice: è un termine generico per qualsiasi tipo di disordine da ansia provocata da una paura irrazionale connessa all'esposizione a specifici oggetti o situazioni. Le tematiche fobiche sono tantissime: paura del chiuso, delle malattie, di animali, di temporali, etc.

FOBIA SOCIALE: paura immotivata e intensa di situazioni sociali in cui l’individuo è esposto allo sguardo e giudizio altrui. Il paziente ha paura di sentirsi goffo per le sue azioni.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO: di solito insorge prima dei venticinque anni e ha una frequente comorbilità con una storia di tic o di disturbo di Tourette. Il disturbo ossessivo-compulsivo è associato al disturbo di personalità ossessivo caratterizzato da perfezionismo ed eccessivo controllo. Le ossessioni si intromettono nella normale attività mentale del paziente contro la sua volontà, il paziente pur riconoscendole come frutto della propria attività mentale le rifiuta come assurde. I contenuti delle ossessioni sono diverse dalla paura di contaminazione , alle ossessioni di ordine e precisione.

DISTURBO ACUTO DA STRESS E POST-TRAUMATICO DA STRESS: il soggetto è esposto ad un trauma di particolare gravità che può comportare la perdita della vita o minacciare la propria o l’altrui integrità fisica. Di solito si instaura dopo l’evento o comunque entro il mese successivo. Il paziente prova terrore e senso di impotenza e va incontro a shock emotivo, tale shock provoca una reazione dissociativa caratterizzata da apparente insensibilità, depersonalizzazione, de realizzazione, amnesia totale o parziale al trauma. Il disturbo post-traumatico da stress prevede l’esposizione al trauma e la stessa sintomatologia del disturbo acuto da stress tranne la reazione dissociativa.

DISTURBO DI SOMATIZZAZIONE: storicamente correlato all’isteria e alla sindrome di Briquet e considerato secondo il concetto psicodinamico come una regressione di desideri e impulsi espressi attraverso sensazioni corporee- Il disturbo esordisce prima dei trent’anni, è caratterizzato da un’insieme di ricorrenti lamentele fisiche (dolore e sintomi gastrointestinali, sessuali e neurologici), che si manifestano per anni e che portano la persona al continuo consulto di specialisti e, in alcuni casi, al trattamento medico, spesso ignorando che la natura e la risoluzione del problema sono di tipo psicologico. I sintomi fisici non hanno una reale spiegazione fisica, ma la loro natura e psichica. Tali sintomi fisici compromettono il funzionamento della persona sia a livello fisico che emotivo che sociale.

ANORESSIA NERVOSA: l’età di esordio della malattia è compresa tra i dodici e i vent’anni. In questi soggetti vi è il terrore di ingrassare, spesso legato a una forte voracità verso il cibo, che è causa e conseguenza del digiunare o rifiutare il cibo. Di solito tali soggetti decidono di dimagrire dopo dei commenti di amici o delusioni sentimentali o nei periodi in cui le responsabilità aumentano. Il rifiuto del cibo, viene associato ad una costante paura di ingrassare, anche quando la persona è palesemente sottopeso e si traduce molto spesso in una vera e propria ossessione per la composizione dei cibi e per la bilancia. A livello razionale le persone anoressiche sono convinte che solo raggiungendo un certo peso raggiungeranno anche la serenità, il dimagrimento però accentua il desiderio di essere ancora più magre. E’ presente una distorsione dell’immagine corporea: i soggetti valutano il loro corpo come appesantito. Inoltre i soggetti negano la malattia.

BULIMIA NERVOSA: caratterizzata da una voracità incontrollata, una costante fame. Solitamente tali soggetti effettuano delle abbuffate e da metodi inappropriati per compensare l’aumento di peso. Il peso e la forma del corpo condizionano l’autostima.

DISTURBO PARANOIDE DI PERSONALITÀ: soggetti caratterizzati da grande sospettosità e sfiducia negli altri, tendono però a rifiutare tali sentimenti attribuendoli agli altri. Sono soggetti irritabili e ostili.

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITÀ: soggetti violenti e incapaci di rispettare le leggi sociali, sono privi di empatia e di pietà verso gli altri., sono soggetti che appaiono tranquilli e impressionare gli altri per intelligenza e fascino, ma sotto questa maschera sono ostili e aggressivi.

DISTURBO SCHIZOTIPICO DI PERSONALITÀ: soggetti che appaiono isolati, eccentrici, hanno comportamenti bizzarri, sono presenti sintomi come la de realizzazione, pensieri magici, idee di riferimento. Appaiono ipersensibili, hanno difficoltà a riconoscere ed esprimere i loro sentimenti ma molto sensibili e riconoscono i sentimenti altrui. Hanno scarse relazioni sociali, soffrono di ansia sociale, e una scarsa immagine di sé. Sotto stress possono manifestare sintomi psicotici transitori.

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ: insorge nella prima età adulta caratterizzato da : forte impulsività, instabilità nelle relazioni, nell’umore e nell’immagine di sé, sono frequenti minacce di gesti suicidari, sentimenti di vuoto, rabbia forte e immotivata.

DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITÀ: è caratterizzato da un’intensa emotività, esternata con modalità teatrali, e da costanti tentativi di ottenere attenzione, approvazione e sostegno dagli altri, mediante comportamenti apertamente seduttivi. Oltre allo stile interpersonale drammatico e inappropriato e molto seduttivo, caratterizzano questo disturbo: l’impressionabilità, la tendenza alla somatizzazione e la ricerca della novità. Tali caratteristiche compaiono entro la prima età adulta della persona, investono numerosi contesti della sua vita e li compromettono, causando sofferenza nel soggetto.

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITÀ: eccessiva preoccupazione per la propria autostima, compensato da grandiosità e ricerca di importanza. Gli individui che presentano tale disturbo ritengono di essere persone speciali ed uniche. Si aspettano di ricevere approvazioni e lodi per le proprie qualità superiori, rimanendo sconcertati quando non ottengono i riconoscimenti che pensano di meritare e presentando spesso la tendenza a rimuginare circa tale mancanza da parte dell’altro. Richiedono un’eccessiva ammirazione da parte dell’ambiente, mancanza di sensibilità ed empatia per i desideri e le esigenze altrui, sfociano spesso nella tendenza allo sfruttamento ed alla manipolazione interpersonale: gli individui che presentano un disturbo narcisistico di personalità, tendono a formare amicizie o relazioni sentimentali esclusivamente se hanno la certezza che l’altro possa favorire la soddisfazione dei propri scopi o desideri. Sono spesso invidiosi, presuntuosi e irritabili. Non tollerano lo stress, il rifiuto, la perdita.

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO DI PERSONALITÀ: l’atteggiamento di tali soggetti è duro, formale, rigido, eccessivamente preoccupati per le regole per i dettagli, l’ordine. Appaiono razionali, non vogliono provare emozioni per non sembrare deboli e perdere il controllo. Sono poco flessibili e tolleranti. Provano difficoltà nei cambiamenti, e hanno difficoltà interpersonali.

DISTURBO EVITANTE DI PERSONALITÀ: i soggetti si sentono inadeguati, sono timorosi, ansiosi, sensibili alle critiche, hanno una scarsa fiducia in loro stessi, sono sensibili al rifiuto, per cui tendono ad isolarsi,. Solitamente la tendenza ad isolarsi può essere accentuata dal guadagno secondario di essere accuditi da amici e parenti.

DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITÀ: caratterizzato da un comportamento sottomesso, legato ad un eccessivo bisogno di essere accuditi. Tali soggetti hanno una scarsa autostima e non tollerano la paura di rimanere sole. Sono sottomessi, hanno difficoltà a prendere delle decisioni, evitano le responsabilità. Cercano persone da cui dipendere e spesso sopportano abusi e soprusi per paura di essere abbandonati.