Domenica, 17 Dicembre 2017

Psicoterapia

Il modello teorico a cui faccio riferimento durante l’esercizio della mia professione di psicoterapeuta è: il modello teorico della Psicologia Individuale di Alfred Adler.

Tale modello teorico può essere applicato: nella psicoterapia individuale per gli adulti, a livello individuale per l'età evolutiva (infanzia e adolescenza) e a livello di gruppo.
Tra gli obiettivi che il lavoro psicoterapeutico adleriano si pone sono:
  • modificare lo stile di vita del paziente;
  • riportare il paziente ad avere più fiducia in sé stesso;
  • sviluppare la fiducia negli altri, incrementando il sentimento sociale, quel sentimento necessario per far parte del mondo e relazionarsi con esso.
Se questi obiettivi vengono raggiunti durante la psicoterapia, il paziente avrà modificato il suo stile di vita verso il lato utile della vita, acquisendo maggior coraggio per affrontare le problematiche della vita e riuscendo a progettare il proprio futuro non più isolato ma in mezzo al mondo.
Secondo tale modello il processo psicoterapeutico consiste:
  • in una prima fase di raccolta di informazioni riguardanti il paziente: ricostruzione dei ricordi dell’infanzia, il ruolo all’interno della costellazione familiare, le esperienze scolastiche, amorose, lo sviluppo sessuale, l’adolescenza, etc.;
  • nella seconda fase il terapeuta cerca di ordinare le emozioni, le opinioni, le idee che il paziente si è fatto della vita, qual è la meta a cui tende il paziente, pian piano si aiuta il paziente a fargli comprendere che il significato che attribuisce a quello che gli succede e i suoi comportamenti dipendono dalle opinioni che si è formato sin dall’infanzia;
  • Una volta presa consapevolezza da parte del paziente di quali sono le sue mete, le sue finzioni non funzionali per la sua vita, inizia il delicato compito tra terapeuta e paziente di far dimenticare il finalismo infantile e di ricostruire il proprio stile di vita, riprogettare il futuro.
Nel processo psicoterapeutico adleriano quindi è chiaro che il ruolo del terapeuta è attivo, propositivo, empatico.
Una psicoterapia è veramente efficace e quindi una risorsa reale se tra psicoterapeuta e paziente si crea una relazione in cui i molti fattori soggettivi riescono a dar vita a una corrente emotiva che permette al paziente di sentirsi accolto, compreso da un altro essere umano in grado non solo di ascoltare le complessità emotive, ma anche capace di guidare verso le zone non riconosciute che sono alla radice del malessere.(Mazzoli G., “La Psicoterapia oggi: quale risorsa per individui e famiglie in difficoltà”, in Riv. Il Sagittario, n.19 gennaio 2007).

Alla psicoterapia a volte può essere utile affiancare il Training Autogeno
II Training Autogeno è una tecnica di rilassamento che permette di alleviare una serie di tensioni a livello sia psichico che corporeo. Il paziente durante la psicoterapia e attraverso l’allenamento costante al training autogeno nel tempo riesce a venire a contatto con le sue esperienze emotive interne, ed a diventare capace di gestirle, di ridimensionare le reazione emotive negative legate a certi eventi traumatici, recuperare le proprie energie ed ad imparare a gestire lo stress. Abbinare ai colloqui verbali tra psicoterapeuta e paziente anche quello non verbale del training autogeno permette al paziente di comprendere più velocemente il significato dei propri organi e il significato simbolico dei propri sintomi, mentre al terapeuta di vedere in maniera globale il suo paziente, non solo nei suoi dinamismi inconsci ma anche nei suoi meccanismi neurologici profondi.